Il Palcoscenico della Legalità: Nelle Carceri

Gli istituti penali per minorenni

 

Negli Istituti Penitenziari Minorili (IMP) il progetto si propone di dare ai detenuti la possibilità di partecipare ad un laboratorio professionale sui mestieri teatrali. L’obiettivo è quello di insegnare ai giovani detenuti a lavorare in gruppo a un progetto comune e di sviluppare le loro capacità relazionali e personali attraverso la scrittura creativa. L’acquisizione di competenze sia artistiche che professionali, unite alle competenze relazionali e disciplinari, sono indispensabili per favorire il loro inserimento sociale e lavorativo a conclusione del periodo di detenzione.

I ragazzi vengono coinvolti nella scrittura e in tutte le fasi dell’allestimento di uno spettacolo.

Il progetto ha ottenuto grandi risultati; tra questi l’avvio per un ragazzo di un percorso professionale reale come macchinista, terminato il suo periodo di detenzione.

Da maggio a dicembre 2015 il laboratorio sui mestieri del teatro è stato attivato nell’Istituto Penale per Minorenni di Airola (BN) in collaborazione con il NEST Napoli est teatro.

Da novembre a Giugno 2016 il laboratorio si è svolto nell’IPM Malaspina di Palermo, in collaborazione con l’Associazione A’ Strummola di Palermo.

“Si sa, il tempo in carcere passa diversamente, è un tempo sospeso. Non possiamo avere la certezza di quando usciremo. Chi ci aspetterà fuori (se ci aspetterà)? Cosa faremo della nostra vita? Chi ci darà lavoro e fiducia? eppure non sogniamo altro: uscire, per essere liberi. Ma liberi di fare cosa? Siamo davvero liberi lì fuori? Liberi di scegliere? Il tempo che abbiamo raccontato è quello delle “chiacchiere” che abbiamo fatto tra noi, immaginando un’altalena che è il nostro tempo presente, sospeso, oscillante, tra umori e desideri, confusioni e certezze. La speranza, l’innocenza l’abbiamo raccontata come una fata turchina un po’ avvilita, forse neanche lei crede più alle favole, l’accompagna un grillo parlante che è la nostra buona e scomoda coscienza. Seduta dall’altro lato dell’altalena c’è la realtà che è sempre più complicata, scivolosa. È la realtà di tante, troppe pericolose “tarantelle”, è la realtà dei ragazzi reclusi. Riusciremo a trovare un lieto fine?”

 Appunti di “Aspettando il tempo che passa”