Il Palcoscenico della legalità: Le Storie

Le storie

 

“Raccontiamo le Storie di 53 persone ed Associazioni…”

Abbiamo iniziato questo viaggio nel 2011 a Napoli. Volevamo capire, raccontare l’Italia, offesa dalla criminalità organizzata, collusa e infiltrata nell’amministrazione pubblica, ambiziosa di potere e di controllo, ben al di là dei suoi confini geografici, un’Italia assediata dalla mala cultura del sopruso a tutti i livelli della vita sociale. Ma viaggiando, parlando, abbiamo scoperto un mondo di resistenza, un mondo in prima linea di persone che non vogliono lasciarsi sconfiggere.

Le storie dello spettacolo Dieci storie proprio così, terzo atto:

Bruno Caccia: procuratore della repubblica di Torino, ucciso dalla ‘ndrangheta nel giugno del 1983. La controversa storia dell’unico omicidio di ‘ndrangheta nel nord Italia che lascia trasparire in filigrana la fitta rete di relazioni che negli anni Ottanta connetteva alcuni membri della criminalità organizzata calabrese a esponenti delle istituzioni e della magistratura piemontese.

Cortocircuito: è un’associazione culturale antimafia di Reggio Emilia, formata da studenti universitari. Nasce nel 2009 come giornalino studentesco indipendente e web-tv per le scuole. Attraverso delle video-inchieste e dei reportage ha messo in luce la penetrazione della criminalità organizzata di stampo mafioso nel territorio.

Giovanni Tizian: è un giornalista calabrese, emigrato in Emilia Romagna dopo l’omicidio del padre, un funzionario di banca che non si era piegato alla ‘ndrangheta. Laureato in criminologia presso l’Università di Bologna, ha iniziato a scrivere con la Gazzetta di Modena nel 2006 conducendo inchieste sulle infiltrazioni mafiose nel territorio. Dal 2011 vive sotto scorta.

Gaetano Saffioti: imprenditore edile calabrese. Per anni subisce le violenze della ‘ndrangheta, fino a quando decide di denunciare per riconquistare la propria libertà, diventando testimone di giustizia. La sua denuncia ha contribuito all’arresto di molti boss della Piana di Gioia Tauro. Oggi vive sotto scorta, ma continua a lavorare in Calabria.

Gabriella Augusta Maria Leone: Sindaco di Leinì, comune in provincia di Torino. La storia di un rinnovato impegno politico e sociale in un comune precedentemente sciolto per infiltrazioni mafiose.

Maria Stefanelli: la prima donna collaboratrice di giustizia contro la ‘ndrangheta al nord appartenente a famiglie mafiose. Vive con la figlia sotto protezione dello Stato ed è testimone al maxiprocesso Minotauro, che indaga le infiltrazioni delle cosche calabresi in Piemonte.

Sanitaensamble: orchestra giovanile attiva nel Rione Sanità di Napoli – un quartiere spesso associato a storie di degrado e marginalità – che offre a bambini, adolescenti e giovani una formazione musicale di alto profilo.

Federica Angeli: giornalista di La Repubblica che vive ad Ostia, il municipio di Roma sciolto nel 2015 per infiltrazioni mafiose. Per le sue coraggiose indagini e denunce oggi vive sotto scorta.

Tor più bella: Associazione di rigenerazione urbana e sociale al servizio della comunità di Tor Bella Monaca, quartiere di Roma tristemente noto per la forte presenza di criminalità organizzata.

Cooperativa sociale La paranza: nata nel 2006 da un gruppo di ragazzi e ragazze del Rione Sanità di Napoli, ha contribuito alla riscoperta e alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del quartiere. Negli anni hanno progettato e sviluppato percorsi formativi e processi di inserimento lavorativo, di scambio e di networking fra persone, enti ed associazioni.

Perego strade: un esempio di come la ‘ndrangheta entra in azienda, con le sue modalità di insediamento in un’industria sana, al fine di svuotare dall’interno tutto il capitale economico e sociale presente.

Elena Ferraro: giovane imprenditrice trapanese. Rifiuta di pagare il pizzo al cugino del superlatitante Matteo Messina Denaro e denuncia le richieste di estorsione subite. Con la sua testimonianza ha contribuito all’arresto di diversi esponenti mafiosi.

Fiume in piena: un movimento popolare che raccoglie cittadini, studenti, associazioni, rappresentanze sociali e territoriali provenienti dal triangolo della Terra dei Fuochi, in prima linea nella lotta per la salvaguardia dell’ambiente contro gli abusi della criminalità organizzata.

La fattoria di Masaniello Ristorante – Pizzeria Etica: nasce nel quartiere Pilastro di Bologna e coinvolge lavoratori svantaggiati e una rete di associazioni e cooperative del territorio con cui mette in campo attività educative, formative e culturali. Per la sua cucina utilizza prodotti realizzati da cooperative sociali che lavorano su terreni confiscati alle mafie, presidi Slow Food, aziende antiracket o che operano in carcere.

Comunità monitoranti: sostenute dal progetto Common di Gruppo Abele e Libera, sono un esperimento di coinvolgimento delle comunità territoriali, affinché diventino soggetto attivo nel monitorare le attività delle amministrazioni cittadine, prevenendo il malaffare e la corruzione.

L’edicola di Borgo Stretto: un bene confiscato alla mafia nel centro di Pisa, riaperto grazie ad un progetto di riutilizzo sociale dell’azienda da parte di Libera Pisa e della Cooperativa sociale Axis.

Nicoletta Polifroni: 26 anni, calabrese, ha studiato legge a Bologna. Nel 1996 suo padre, un imprenditore edile, è stato ucciso dalla ‘ndrangheta perché si rifiutava di pagare il pizzo. 

Abbiamo utilizzato inoltre storie, riflessioni e archetipi umani che sintetizzano la complessità di un problema che non può più essere affrontato tracciando con sicurezza una linea di demarcazione tra chi è “contaminato” e chi non lo è.

 

Dal 2011 al 2016 sono tante le storie che ci hanno accompagnato, che abbiamo voluto raccontare e che vi riportiamo qui di seguito per ringraziare, per non dimenticare:

CAMPANIA

Alberto Vallefuoco, Rosario Flaminio, Salvatore De Falco: uccisi a Pomigliano d’Arco il 20 luglio 1998, perché scambiati per appartenenti ad un clan rivale a quello dei killer.
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Silvia Ruotolo: uccisa a Salita Arenella, a Napoli, l’11 giugno 1997, da un proiettile vagante nel mezzo di uno scontro a fuoco tra clan. leggi la storia

Pasquale Cappuccio: consigliere comunale di Ottaviano, ucciso il 13 settembre 1978 per aver denunciato la collusione della malavita con la politica in merito ad appalti e speculazioni edilizie volute dal boss Cutolo.
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Mimmo Beneventano: consigliere comunale di Ottaviano, ucciso dai cutoliani il 7 Novembre 1980 per aver denunciato le speculazioni edilizie della camorra.
Vedi pagina su Mimmo Beneventano

Marcello Torre: sindaco di Pagani, ucciso dalla camorra l’11 dicembre 1980 per essersi opposto alle infiltrazioni dei clan negli appalti per la rimozione delle macerie post terremoto.
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Fabio De Pandi: 11 anni, ucciso il 21 luglio 1991 al Rione Traiano da un proiettile vagante a seguito di una sparatoria tra clan rivali. leggi la storia

Annalisa Durante: uccisa a 14 anni a Forcella, il 27 marzo 2004, in un conflitto a fuoco tra clan rivali. leggi la storia

Federico Del Prete: sindacalista dei commercianti ambulanti, ucciso il 18 febbraio 2002 a Casal di Principe per aver denunciato il racket nei mercati delle province di Caserta e Napoli.
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Teresa Buonocore: uccisa il 20 settembre 2010 al Ponte dei Francesi a Napoli per aver testimoniato al processo contro l’orco che aveva abusato di alcune bambine, tra cui sua figlia.
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Paolino Avella: ucciso a San Sebastiano al Vesuvio il 5 aprile 2003 a seguito del tentativo di rapina del motorino. leggi la storia

Don Peppe Diana: ucciso il 19 marzo 1994, parroco di Casal di Principe, pagò con la vita la sua esposizione contro la camorra. Il suo scritto Per amore del mio popolo non tacerò è tuttora uno dei riferimenti culturali più significativi dell’antimafia sociale.
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Giancarlo Siani: giornalista de “Il Mattino”, ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985 per aver denunciato le attività criminali della malavita e le sue infiltrazioni nella politica a Torre Annunziata.
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Ma della Campania abbiamo voluto raccontare anche le storie di riscatto.

L’Associazione Figli in Famiglia: ha creato un centro di aggregazione minorile in un appartamento confiscato al clan Mazzarella a San Giovanni a Teduccio, periferia est di Napoli.
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L’Officina delle Culture “Gelsomina Verde”: dedicata a Gelsomina Verde vittima innocente della criminalità organizzata, uccisa il 21 novembre 2004 a Napoli.
http://www.scampiaresiste.it/centro-gelsomina-verde/ ; leggi la storia

L’Associazione Resistenza Anticamorra: sorge in una ex scuola di Scampia, utilizzata dalla camorra per nascondere armi e come “ricovero abusivo” dei tossicodipendenti. Il centro oggi accoglie laboratori, una scuola di musica, una palestra sociale, una comunità alloggio per minori. https://www.facebook.com/paginaassociazioneresistenza/

La Cooperativa Agropoli: formata nel 1999 da un gruppo di giovani di San Cipriano d’Aversa e dai genitori di ragazzi disabili e ha avuto in comodato d’uso una villa confiscata al boss Pasquale Spierto, per accogliere persone affette da disagio psichico. Gestisce la Trattoria NCO, Nuova Cucina Organizzata, che utilizza prodotti provenienti dalle terre confiscate alle mafie e dove lavorano i ragazzi disabili. http://www.ncocucina.com/ncocn/referer/100/idPage/101/lang/it/Come-nasce-la-Nuova-Cucina-Organizzata-.htm ; http://www.ncocooperazione.com/ncco/referer/100/idPage/112/lang/it/Consorziate.html

Radio Siani: dedicata alla memoria di Giancarlo Siani, inaugurata il 16 marzo 2009 in un bene confiscato al boss Giovanni Birra ad Ercolano. È una web radio nata dall’esperienza di Radio Onda Pazza del Circolo Arci “Peppino Impastato” di San Giovanni a Teduccio.
http://www.radiosiani.com/

La Cooperativa “Al di là dei sogni”: Gestisce, in un bene confiscato al boss Antonio Moccia a Sessa Aurunca, un Centro di prima accoglienza per l’inserimento lavorativo, attraverso la coltivazione dei terreni e un canile per la pet-therapy.
http://www.coopaldiladeisogni.it/index.php?option=com_content&view=article&id=8&Itemid=117

La Cooperativa “Le terre di Don Peppe Diana”: Costituita tramite bando pubblico nel 2010, ha avuto in affidamento la tenuta agricola appartenuta al boss Michele Zaza a Castel Volturno per la realizzazione di una fattoria didattica e del caseificio che produce la “Mozzarella della Legalità”, primo prodotto campano realizzato sui terreni confiscati alla camorra.
Scheda sulla Cooperativa Le terre di Don Peppe Diana ; Pagina Facebook della Cooperativa

Il Marano ragazzi spot festival: Premia i migliori spot di pubblicità sociale pensati e realizzati dai ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori italiane. Il Festival realizza anche progetti educativi in collaborazione con gli Istituti Penali della Regione Campania e in particolare con l’Istituto Penale Minorile di Nisida.
http://www.spotragazzi.it/spotragazzi.it/Home_IT.html

La Fondazione Silvia Ruotolo Onlus: Si prefigge di contrastare la devianza della subcultura mafiosa partendo dall’infanzia. http://www.fondazionesilviaruotolo.it/


 

SICILIA 

Giovanni Falcone: magistrato ucciso il 23 maggio 1992, insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.

Paolo Borsellino: magistrato ucciso il 19 luglio 1992, insieme ai cinque agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Graziella Campagna: 17 anni, uccisa a Villafranca Tirrena il 12 dicembre 1985 per aver ritrovato nella tasca  di una giacca, presso la lavanderia in cui lavorava, un bigliettino che rivelava il vero nome di un boss palermitano latitante.

Libero Grassi: imprenditore, ucciso il 29 agosto 1991 a Palermo per non essersi piegato al pizzo.

Peppino Impastato: ucciso a Cinisi il 9 maggio 1978 per aver denunciato le speculazioni e gli affari della mafia anche interni alla sua stessa famiglia.

Giuseppe Todaro: imprenditore che si è ribellato al pizzo.

Addiopizzo: un movimento che nasce a Palermo ed è formato da tutte le donne e gli uomini, i ragazzi e le ragazze, i commercianti e i consumatori che si riconoscono nella frase “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”. http://www.addiopizzo.org/

La Fondazione Falcone: Promuove la cultura dell’impegno civile e l’educazione alla legalità attraverso iniziative di carattere sociale e culturale che coinvolgano i giovani. Promuove il perfezionamento della professionalità degli apparati investigativi e giudiziari impegnati nell’azione di prevenzione e di contrasto della criminalità organizzata. Favorisce l’integrazione e la cooperazione tra i sistemi giudiziari europei ed internazionali. Dal 1996 ha ottenuto dall’ONU il riconoscimento dello status consultivo in qualità di ONG presso l’ECOSOC. http://www.fondazionefalcone.it/index.php?id_area=1

Il Centro Studi Paolo Borsellino: Si ispira agli insegnamenti del giudice Borsellino per il superamento della subcultura mafiosa. Promuove attività finalizzate alla conoscenza e allo sviluppo di pratiche di impegno educativo, sociale e culturale che valorizzano prassi di “memoria operante”. http://www.centrostudipaoloborsellino.it/

Il Centro Siciliano Di Documentazione Giuseppe Impastato: È il primo centro studi sulla mafia sorto in Italia, fondato nel 1977 da Umberto Santino e Anna Puglisi. Il Centro ha lo scopo di sviluppare la conoscenza del fenomeno mafioso e di altri fenomeni ad esso assimilabili, a livello nazionale e internazionale. Promuove iniziative per elaborare e diffondere la cultura della legalità, dello sviluppo e della partecipazione democratica, attraverso la raccolta di materiali di carattere politico, economico, storico, sociologico, studi, ricerche e iniziative culturali. http://www.centroimpastato.com/


CALABRIA 

Il Gruppo Cooperativa GOEL: nasce nel 2003 e ha come mission “il cambiamento socio-economico della Locride e della Calabria” riconoscendo nell’impresa sociale il principale strumento di questo cambiamento. GOEL gestisce, oltre alla produzione agroalimentare biologica a marchio GOEL Bio, che aggrega produttori vittime di aggressione mafiosa, il tour operator Turismo Responsabile e il primo marchio di moda etica di fascia alta in Italia, CANGIARI. http://goel.coop/

Antonio Bartuccio: ex sindaco di Rizziconi, che vive sotto scorta ormai da anni per aver denunciato i clan locali che volevano dettare legge nel Comune e sulla sua amministrazione.


LAZIO 

La Spiaggia Libera S*P*Q*R*: un esempio di gestione virtuosa di una spiaggia del litorale di Ostia, affidata a UISP e Libera attraverso un bando pubblico, che è stata oggetto di dinamiche ostili e poco chiare che sono finite all’attenzione di magistrati e giornali.
http://www.libera.it/schede-176-spiagga_libera_spqr_di_ostia_una_verita_tante_bugie

Il Grand Hotel Gianicolo: albergo di Roma sequestrato all’ndrangheta e oggi affidato ad amministratori giudiziari nominati dalla Procura, divenuto un esempio virtuoso di imprenditoria etica

DaSud: Nasce in Calabria nel 2005 per sperimentare percorsi di giustizia sociale, sviluppare i diritti come strumento di contrasto ai clan e ricostruire l’antimafia popolare. Ha raccontato con fumetti, musica e linguaggi innovativi i femminicidi di mafia, analizza la trasformazione del ruolo delle donne nei clan e promuove campagne e politiche per la parità di genere. Dal 2009 l’associazione ha la sua sede nazionale a Roma, dove ha aperto la prima mediateca sulle mafie e l’antimafia della Capitale. Alla fine del 2015 la sede è stata chiusa ma DaSUD continua a operare in città. http://www.dasud.it/


LOMBARDIA 

Ester Castano: nel 2012, con un’inchiesta giornalistica, ha svelato alcuni fatti gravi nel comune di Sedriano, anticipando di sei mesi la Procura di Milano che eseguì diversi arresti per corruzione e collusione mafiosa.

Maria Ferrucci: per 5 anni assessore e per 5 anni Sindaco di Corsico. Ha subito minacce per aver denunciato la presenza dell’ndrangheta nella sua città.

Lea Garofalo: testimone di giustizia, uccisa dalla ‘ndrangheta il 24 novembre 2009, un caso divenuto emblema di un mondo sommerso che è esploso in tutta la sua crudeltà.

Perego Strade: esempio di come la ‘ndrangheta entra in azienda, con le sue modalità di insediamento in un’industria sana, al fine di svuotare dall’interno tutto il capitale economico e sociale presente.

Barzaghi: ex sindaco di Giussano, leader della stagione di lotta contro la criminalità organizzata negli anni Ottanta, che riesce a coinvolgere gli amministratori locali dei comuni limitrofi lottando in particolare contro i sequestri di persona e il soggiorno obbligato.

La Cooperativa Arcadia: dal 2015 gestisce la La Tela – Osteria sociale del buon essere, nata in un bene confiscato al boss Giuseppe Antonio Medici nel 2010. La Tela, è un esempio virtuoso di imprenditoria sociale, con inserimento lavorativo di persone svantaggiate e costanti serate culturali che fanno da cornice ideale ad un luogo simbolo del riscatto civile. http://www.cooparcadia.it/home.htm; http://osterialatela.it/joomla30/index.php